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La mia lista

CineCulture: Tutto su mia madre: L'Arte della Resistenza

Agrado: “Bene, quello che stavo dicendo è che costa molto essere autentica, signora mia. E in questa cosa non si deve essere tirchi, perché una è più autentica, quanto più somiglia all’idea che ha sognato di se stessa.”

 

Titolo: Tutto su mia madre (Todo sobre mi madre)

Paesi: Spagna, Francia

Anno: 1999

Regia di Pedro Almodovar

Interpreti: Cecilia Roth, Marisa Paredes, Penelope Cruz, Candela Peña, Antonia San Juan, Rosa Maria Sardà

Costumi di José María de Cossío, Bina Daigeler

 

“Tutto su mia madre” (1999) è un dramma struggente ed emotivamente complesso che segue Manuela, una madre single la cui vita viene drammaticamente trasformata da un evento tragico. Il film inizia a Madrid, dove Manuela lavora come in un ospedale e condivide un rapporto stretto e affettuoso con il figlio adolescente Esteban. Il giorno del suo 17° compleanno, Manuela porta Esteban a teatro a vedere uno spettacolo e durante la serata si verifica un incidente devastante che cambia tutto.

Manuela intraprende così un profondo viaggio di dolore, guarigione e scoperta di sé. Si reca a Barcellona, alla ricerca del padre biologico di Esteban, di cui non aveva mai parlato al figlio. Durante la sua ricerca, incontra un gruppo di personaggi diversi e complessi, tra cui una prostituta transgender di nome La Agrado, una suora incinta alle prese con le sue difficili circostanze e un'attrice di spicco che diventa fondamentale per la ricerca di comprensione e chiusura di Manuela.

 

Critica

A venticinque anni dalla sua uscita, il capolavoro di Pedro Almodóvar “Tutto su mia madre” continua a influenzare profondamente i circoli del cinema e della moda. Il ricco arazzo della sua narrazione visiva, in particolare attraverso l'uso magistrale del costume e del colore, ha lasciato un segno indelebile nella coscienza collettiva della moda.

Il film intreccia un'intricata narrazione sulla maternità, l'identità e la trasformazione attraverso il viaggio di Manuela, la cui vita subisce una svolta drammatica in seguito a una tragedia personale. Ma è l'audace linguaggio visivo del film che ha catturato l'immaginazione delle menti più innovative della moda. Il modo in cui gli abiti fungono da armatura e da espressione nel corso della storia ha influenzato in modo particolare gli stilisti alle prese con le questioni di genere, identità e performance nel loro lavoro.

Si pensi a La Agrado, il cui guardaroba accuratamente curato diventa un manifesto di autodeterminazione. Le sue scelte di stile, audaci e non omologate, hanno avuto eco nelle collezioni di stilisti come Jean Paul Gaultier, che condivide con Almodóvar la concezione della moda come strumento di espressione di genere e di costruzione dell'identità.

Ciò che rende “Tutto su mia madre” particolarmente rilevante per il panorama della moda di oggi è la sua preveggente comprensione dell'abbigliamento come dichiarazione politica. Le scelte di costume del film operano come sottili critiche alle gerarchie sociali e alle norme di genere, un approccio che risuona fortemente con il crescente impegno della moda contemporanea nei confronti della giustizia sociale e delle politiche identitarie.

L'influenza del film si estende al di là dei singoli stilisti per influenzare conversazioni più ampie sulla rappresentazione e l'identità nella moda.

Mentre la moda continua a confrontarsi con questioni di genere, identità e significato sociale, “Tutto su mia madre” rimane un punto di riferimento per tutti. La sua sofisticata comprensione di come l'abbigliamento possa esprimere, trasformare e liberare continua a offrire ispirazione a coloro che cercano di superare i confini della moda come mezzo di espressione personale e politica.

Se i grandi film sono testimonianze dello spirito del tempo e simultaneamente parlano alle generazioni future, allora “Tutto su mia madre” è un capolavoro di influenza culturale. Il suo impatto sulla moda testimonia il genio di Almodóvar nel comprendere come lo stile personale possa diventare un potente strumento di narrazione, formazione dell'identità e trasformazione sociale.

 

Il cinema di Pedro Almodovar

La piel que habito, 2011 

Los abrazos rotos, 2009

Volver, 2006

Kika, 1993

Tacones lejanos, 1991 

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Fantastic Man, 23/2016 

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Madri

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Gioni, Massimiliano, and Roberta Tenconi. 2015. La Grande Madre. Donne, Maternità e Potere nell’arte e nella Cultura Visiva, 1900-2015. Milano: Skira (Catalogo della mostra, Milano, Palazzo Reale, 26 Agosto - 15 Novembre 2015) 

Loss

Hetz, Florian. 2020. Aiko. Vienna: Paper Affairs Publishers

Hoffman, Elis. 2015. Fading. Heidelberg: Kehrer.

Guttmann, Ursula (ed.). 2015. Love & Loss. Mode Und Vergäglichkeit. Wien: Verlag für Moderne Kunst (Catalogo della mostra, Linz, Lentos Kunstmuseum Linz, 13 Marzo - 7 Giugno 2015) 

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[Pubblicato 08/02/2025]